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Al via il Progetto Europeo Landslide

 

Negli ultimi anni il verificarsi di fenomeni di dissesto idrogeologico è progressivamente aumentato in tutta Europa. Oggi il rischio frana rappresenta un vero e proprio pericolo sia per gli abitanti delle regioni montuose e collinari che per le infrastrutture ivi ubicate. Inoltre, il cambiamento climatico in atto provoca oggigiorno fenomeni meteorologici sempre più intensi e di lunga durata che rappresentano una delle prime cause scatenanti i fenomeni franosi.

 

Il 12 e 13 Febbraio si terrà ad Ancona il primo incontro tra i partner del progetto comunitario LANDSLIDE, promosso dall’Università di Camerino e co-finanziato dalla Direzione Generale per gli Aiuti umanitari e la Protezione Civile della Commissione Europea con circa 575.000 Euro. Il progetto mira allo sviluppo, realizzazione e sperimentazione di un modello condiviso e di un software automatico per la previsione quotidiana della pericolosità di eventi franosi nei territori europei.

Parteciperanno al meeting iniziale tutti i partners ed una rappresentanza della protezione civile regionale. La “due giorni” verrà aperta dalla Presidente della Provincia di Ancona, Liana Serrani.

 

Partecipano al progetto i dipartimenti di Protezione Civile della Provincia di Ancona, della Regione di Smolyan (Bulgaria), di Bielsko-Biala (Polonia) e del Peloponneso (Grecia). Il progetto conta anche con la partecipazione del Dipartimento di Protezione Civile della Regione Marche, interlocutore di grande rilevanza per il territorio marchigiano. L’expertise scientifica del progetto è assicurata, oltre che dalla Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino, anche dalla partecipazione dell’Istituto per le Tecnologie di Informazione e Comunicazione dell’Accademia di Scienze di Sofia (Bulgaria) e dell’Istituto di Geodinamica dell’Osservatorio Nazionale di Atene (Grecia).

 

Il Progetto LANDSLIDE, acronimo di “Landslide risk assessment model for disaster prevention and mitigation”, combinerà l’utilizzo di modelli che studiano la composizione e la dinamica dell’umidità del terreno con quelli che ne calcolano la stabilità in termini di pericolosità di frana. Il risultato sarà lo sviluppo, e la successiva sperimentazione, di un modello capace di predire quotidianamente la pericolosità di eventi franosi sulla base delle previsioni meteorologiche e di trasmettere tempestivamente le informazioni ai dipartimenti di protezione civile tramite un software automatico, così da poter attivare misure di prevenzione prima che il fenomeno franoso si verifichi.

 

Nei prossimi due anni i partner di LANDSLIDE coopereranno strettamente allo sviluppo del modello, identificando i bacini idrografici che fungeranno da test area e condividendo i dati raccolti sul campo e necessari alla realizzazione del modello stesso. Una volta ultimato, il modello verrà tradotto in un’applicazione software in grado di interfacciarsi con i sistemi operativi utilizzati dalla protezione civile. Nella sua fase di sperimentazione sono previsti corsi tutorial per gli esperti del settore e piattaforme di confronto trasversale tra i settori toccati dagli effetti, o interessati alla prevenzione, del dissesto idrogeologico. Infine, la prevenzione del rischio frane, intesa come contributo attivo della popolazione che vive un territorio, verrà promossa anche attraverso l’organizzazione di eventi e giornate informative sul tema.

 

Uno degli elementi più innovativi del modello è la sua versatilità e la sua trasferibilità. I partner di progetto sono convinti che, una volta a regime, il modello possa essere applicato e trasferito ad altri territori colpiti da dissesto idrogeologico. Ulteriori sviluppi scientifici, inoltre, potrebbero espandere le funzionalità del modello alla previsione di altri rischi naturali.

 
 
 
 
 

 

 

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