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Nel caso di questi interventi, in presenza di sostituzione edilizia, vanno verificati gli standard minimi conteggiandoli al 100%, e non dimezzandoli come previsto nel D.M. per le zone di completamento B. La gamma di possibili usi di nuova previsione oltre ad un nuovo carico urbanistico (di cui deve essere verificata la dotazione minima di standard), non può infatti gravare esclusivamente sulle esistenti dotazioni del PRG. In presenza di una sostituzione del tessuto edilizio esistente, vista la necessità di garantire con le varianti l’ordinato sviluppo del territorio, del tessuto urbano e del sistema produttivo (L.R. 14/2008), la verifica degli standard non può prescindere, oltre che da una verifica “quantitativa” (minimi obbligatori che in parte come per le attrezzature di interesse comune ed istruzione, possono essere monetizzati), anche da una verifica “qualitativa”, in quanto dotazioni essenziali e indispensabili per il raggiungimento della qualità urbana e per la realizzazione di interventi organici di riqualificazione dei tessuti edilizi esistenti.

 
 

 

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