Il teatro fu realizzato grazie alla generosità di diciotto notabili locali che fra il 1757 e il 1758, fecero realizzare la sala degli spettacoli all'interno di un vecchio mulino da olio appartenuto a Giovanni Battista Bracchi. La pianta era rettangolare e misurava venti metri di lunghezza.
La sala era ribassata di un piano rispetto al livello stradale sul quale si apriva l'ingresso principale. Il teatro fu dotato di due ordini di palchi per un totale di 22 in totale sospesi su pilastri liberi di pepiano. Per problemi di agibilità il teatro fu restaurato fra il 1926 e il 1928 sotto la direzione di Tarcisio Guadagnini che nello spazio del boccascena fece inserire 4 nuovi palchi. Nel 1966 è stato dichiarato inagibile ed il Comune, acquisita la proprietà, si è attivato per la sua ristrutturazione.
La facciata è a un solo piano, verticalmente tripartita da due paraste e conclusa da un attico con la parte centrale arcuata e la scritta ''Teatro Condominale''. La porta d'ingresso è al centro ed ai lati si aprono due finestre con cornici di tipo edicolare. La sala degli spettacoli si presenta con due ordini di palchi separati da pilastrini e sospesi su quattro pilastri poggianti sul piano della platea. Le balaustre sono a fascia e le decorazioni della volta recano motivi a festoni, corone e listelli.