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comunicato su fatti Rosarno
Forza Italia
comunicato su fatti RosarnoLa fiera delle banalità e dei luoghi comuni sui fatti di Rosarno impedisce di comprendere la realtà di quanto è successo. I giornalisti più avveduti hanno correttamente spiegato che il razzismo c'entra poco, che il problema risiede soprattutto nella reazione della 'ndrangheta da un lato a misure più stringenti del governo sul lavoro nero, dall'altro a una eccessiva attenzione della pubblica opinione e delle autorità sull'attentato al Palazzo di Giustizia reggino. Attenzione che andava sviata. La protesta dell'Egitto, d'altra parte, è lo scontato riflesso diplomatico di un Paese che negli ultimi giorni è apparso vulnerabile alla violenza di matrice - questa sì - etnico-religiosa contro i cristiani copti. Il bilancio è stato di morti e feriti, nessun morto invece a Rosarno. Una frizione diplomatica destinata a chiudersi.
Sul tema dell'immigrazione, in particolare dell'immigrazione illegale, non si può essere superficiali, non si può improvvisare, né si devono sfruttare il dolore e i conflitti per bassa propaganda politica. Invece, è proprio questo che succede. Basta leggere il commento della Giunta che non manca occasione per fare demagogia spicciola.
Bisogna, invece, inquadrare i fatti per ciò che sono, valutare la politica del governo sull'immigrazione illegale per quello che realmente è stato fatto. Separare i facili sentimenti sui quali tutti si trovano d'accordo dall'obbligo di essere pragmatici, in politica, e concreti nell'adottare misure e rimedi.
Il razzismo è spesso il risultato di una incapacità ad affrontare razionalmente i problemi posti dal fenomeno dei flussi migratori e dalle esigenze di convivenza e integrazione. Non è solo a Rosarno, non è solo in Italia, che sono esplose le conflittualità tra la popolazione residente, già in uno stato di preesistente degrado, e la massa di nuovi immigrati senza permesso con il loro carico di disperazione. Ne sanno qualcosa gli abitanti delle borgate, dei quartieri delle grandi città a contatto con gli insediamenti nomadi o con le concentrazioni di extracomunitari. In Italia, in Europa.
Il governo Berlusconi ha avuto il merito di adottare finalmente una politica di rigore non verso l'immigrazione in quanto tale, ma verso quella illegale, e di averla portata all'attenzione dell'Europa. Atteggiamento che è pure un deterrente nei confronti delle violenze e dell'intolleranza. L'Osservatore Romano non molte settimane fa ha dato atto al ministro Frattini (che ha condannato, dopo i fatti di Rosarno, il malvezzo di molti imprenditori a far lavorare gli immigrati "in nero") di avere detto il giusto quando ha ricordato che il nostro governo è quello che "ha soccorso più immigrati mentre altri, proprio sugli immigrati, usano di norma una mano molto più dura". Una caso "clamoroso", per il quotidiano vaticano, di "due pesi e due misure nei media".
La Spagna: non ha esitato a sparare su quanti cercavano di scavalcare le barriere di Ceuta e Melilla. In Germania e in l'Olanda vige l'obbligo di sottoporsi a test linguistici che impedisce di fatto a molti extracomunitari di entrare nel Paese. In Gran Bretagna non c'è limite di tempo alla detenzione provvisoria dei clandestini che è difficile espellere. In Germania non esiste più un flusso di immigrazione "non voluta". Dai tempi di Clinton che gli Stati Uniti applicano la politica dei "respingimenti" nei confronti dei profughi cubani.
Lo stesso Patto europeo per l'immigrazione e l'asilo, prevede che l'Unione europea "non dispone dei mezzi per accogliere degnamente tutti i migranti che sperano di trovare una vita migliore. E un'immigrazione mal controllata può pregiudicare la coesione sociale dei paesi di destinazione". Ergo, la gestione dei flussi migratori dovrà "tenere conto delle capacità di accoglienza dell'Europa sul piano del mercato del lavoro, degli alloggi, dei servizi sanitari, scolastici e sociali". La decisione di maggiore rigore verso la tratta di clandestini è stata sollecitata (e ottenuta) dall'Italia sotto forma di capitolo specifico delle conclusioni di un recente Consiglio Europeo. I fatti di Rosarno devono essere un insegnamento per tutti.
I Consiglieri del Gruppo Forza Italia
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