Giovedì 25 marzo il Teatro Spontini di Maiolati ospita -
nell'ambito della stagione curata dalla Fondazione Pergolesi Spontini e
realizzata in collaborazione con l'AMAT e l'Assessorato alla Cultura del Comune
di Maiolati Spontini e con il contributo di Banca Popolare di Ancona e Sogenus -
Morso di luna nuova di Erri De Luca diretto da Giancarlo
Sepe, regista dalla cifra elegante e graffiante.
In una messinscena
attenta e delicata, efficace, dolorosa e a tratti terribilmente divertente, Sepe
trasferisce sulla scena la densità della scrittura di De Luca (pensata in una
"lingua madre" che mescola italiano e molto napoletano) e orchestra dialoghi e
soliloqui di un cast di alto livello.
Morso di luna nuova è
un affresco sulla Napoli del 1943 scritto da Erri De Luca, si intrecciano micro
e macro storie, vicende intime e marginali segnate dall'incedere violento e
barbaro della Guerra. Affronta il periodo tragico vissuto dai napoletani durante
la seconda guerra mondiale, quando la città era stretta tra i rastrellamenti dei
tedeschi e i bombardamenti degli alleati, in quell'estate del 1943 che culminò
con l'insurrezione popolare delle Quattro Giornate di Napoli.
Dentro uno dei
tanti rifugi sotterranei, si incrociano le vite dei due giovani amici Biagio e
Armando con quelle di Gaetano, il portiere dello stabile, della moglie Rosaria e
la figlia Elvira, del generale a riposo e dei due lavoratori Emanuele e
Oliviero. Straordinaria l'efficacia dei loro dialoghi nei quali si alternano
battute tendenti a sdrammatizzare ad altre che, senza rinunciare all'ironia
straniante, di pari passo la tramutano in agghiacciante cronaca.
Il cuore
dello spettacolo - che il critico de "la Repubblica" Franco Quadri ha definito
"da vedere assolutamente" - è una Napoli prima distratta, in cui ognuno pensa ai
fatti suoi, e che quando però identifica un male che può aggredirla, ecco
scattare una solidarietà incredibile, quel legame speciale che rende forte il
suo popolo.
"I protagonisti del libro sono persone, non personaggi -
scrive Erri De Luca, scrittore raffinato che con un occhio alla storia e uno
all'oggi, tesse la trama di un coro popolare, fatto di suoni antichi e battute
sagaci- hanno facce e voci che mi sono state tramandate da mia madre. Nei suoi
incubi, però, non c'è il fragore dei bombardamenti ma il suono della sirena, che
dava l'allarme, spezzava i sonni e costringeva tutti a scappare nei rifugi...
Morso di luna nuova è nulla più che l'atto di un erede al quale sono
stati affidati in lascito quei racconti."
Informazioni:
Biglietteria della Fondazione Pergolesi Spontini 0731 206888.
Inizio
spettacolo ore 21.
barbara mancia
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