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Serra San Quirico Chiesa di Santa Lucia – ore 21,00 Coordinate GPS 43°26'52.07"N - 13° 0'53.60"E
Silvia Vajente e Pamela Lucciarini soprano
Elena Biscuola contralto, Giacomo Barchiesi organo
Le Marche del XVII secolo sono politicamente caratterizzate da numerosi piccoli centri fra loro relativamente autonomi: tale decentralizzazione favorisce l’esistenza di numerose cappelle musicali in località diverse. Durante quel secolo i poli di attrazione sono solo due: Urbino (fino al 1631), e Loreto, di importanza primaria nella musica sacra. La mancanza di grossi centri determina per molti musicisti marchigiani, come Ortensio Polidori, la necessità di spostamento. Un elenco che volesse comprendere gli autori che si sono allontanati dalla terra d’origine (magari per tornarvi alla fine della carriera) comprenderebbe quasi tutti i musicisti delle Marche più significativi. Il succitato Polidori, ad esempio, originario di Camerino, comincia con l’essere maestro di cappella nella locale chiesa di S. Venanzio, per poi raggiungere con lo stesso titolo Fermo, Pesaro, e, nel 1639, Chieti. Nonostante la crescente diffusione e importanza che va acquistando la produzione teatrale nel territorio marchigiano, i principali luoghi di produzione e formazione musicale restano le cattedrali e le collegiate, dove sono attive le cappelle musicali (gruppi di musicisti alle dipendenze delle istituzioni); ciò non solo perché il genere sacro resta quantitativamente predominante. Tra i vari compositori, molti dei quali utilizzavano la tecnica del Cantar Lontano di gran moda nella prima metà del '600, il suo inventore Ignazio Donati.