Nel bel mezzo del processo di trasformazione delle Province l'Assemblea generale dell'Upi Marche

 

Si è da poco conclusa la partecipata assemblea generale dell'Unione delle Province marchigiane dedicata al riordino delle istituzioni locali. Tema caldo per le Province italiane che il decreto Monti dello scorso dicembre sembrava dovere svuotare di sostanza politica e amministrativa in tempi brevissimi. Ma il processo di trasformazione degli enti di area vasta è ancora in corso e sono ancora poche le certezze sul futuro delle Province.


"A questo punto, mi auguro, per il bene del Paese, - affermava la presidente della Provincia di Ancona e dell'Upi Marche, Patrizia Casagrande, - che l'attuale processo di riordino delle Province sia solo il primo passo verso la razionalizzazione e la semplificazione di tutti i livelli di governo. Oggi sappiamo che i nostri saranno enti di secondo livello ma sappiamo anche di avere ancora tempo per migliorare le prospettive di un ente intermedio che rischiava di essere svuotato delle funzioni e della rappresentanza democratica."


"Il fatto più grave di questa vicenda è - rincarava il presidente della Provincia di Fermo, Fabrizio Cesetti - che il corpo elettorale non possa esprimere il suo voto per le sette province in scadenza, compresa quella di Ancona".

E, come noto, non è ancora stata licenziata la legge elettorale di secondo grado che dovrà portare i nuovi presidenti e consiglieri provinciali.


"Dall'esito della discussione in Parlamento della legge elettorale - riferiva Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino e vice presidente nazionale dell'Upi - dipenderà buona parte del futuro riassetto complessivo dei nostri enti. L'Upi sta conducendo una difficile battaglia perché le Province, che peraltro rappresentano la ricchezza culturale del nostro Paese, non siano esautorate. Abbiamo sottoposto al governo una proposta di riduzione del numero delle Province che farebbe risparmiare al paese 5 miliardi di euro invece dei 65 milioni previsti dall'articolo 23 del decreto Salva Italia"


"Anche se, a conclusione della riforma, avremo Province un po' più deboli, non dobbiamo abbassare la guardia - aggiungeva Matteo Ricci, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino - anzi, dalla nostra regione dovrà ripartire il progetto di visione strategica del Centro Italia".


"È un errore eliminare un livello di governo - concludeva Antonio Pettinari, presidente della Provincia di Macerata e padrone di casa nella splendida Abbadia di Fiastra - senza pensare prima a come sostituirlo. Utile sarebbe, in questa fase, considerare il taglio di consorzi e di inutili enti intermedi di nomina per giungere alla necessaria semplificazione burocratica".



Maria Manganaro Ufficio stampa UpiMarche