La giunta provinciale approva un ordine del giorno sui fatti di Rosarno, Sagramola: "Governo ha fallito, riprendere la via maestra della giustizia"

 
Rosarno

ANCONA - La giunta provinciale di Ancona, con un ordine del giorno approvato all'unanimità, esprime forte preoccupazione per i gravi fatti verificatisi nei giorni scorsi a Rosarno che hanno visto l'esplodere di incidenti tra la popolazione locale e centinaia di persone asservite al lavoro nei campi nella Piana di Gioia Tauro.

Pur condannando ogni forma di violenza, nel documento si manifesta indignazione per le condizioni di estremo degrado nelle quali sono costretti a vivere la stragrande maggioranza degli immigrati, causa prima degli incidenti. Dura la critica anche nei confronti della legge Bossi-Fini e del Pacchetto sicurezza, che - afferma il testo - "ben lungi dal produrre effetti positivi, impediscono di fatto gli ingressi regolari degli immigrati e facilitano gli interessi della criminalità organizzata che controlla il traffico di esseri umani e può disporre di una quantità di manodopera in nero, senza tutele e costretta all'irregolarità".

"Far sentire la voce delle istituzioni - afferma il vicepresidente Giancarlo Sagramola - è doveroso e indispensabile di fronte al disprezzo della vita e della dignità di centinaia di persone costrette a subire miseria, sfruttamento e ricatti. Lo facciamo forti del nostro operato, che si è sempre indirizzato verso la promozione di una cultura della solidarietà verso gli migranti, basata sul rispetto della legalità e dei diritti umani. I fatti di Rosarno dimostrano inequivocabilmente il fallimento delle politiche del governo. È urgente abbandonare questa strada per riprendere la via maestra della giustizia, pena il rischio dell'emergere di tante altre nuove Rosarno".


Ancona, 14 gennaio 2010

 
 
 
Ordine del giorno sugli avvenimenti di Rosarno
 

PREMESSO che la Provincia di Ancona ha sempre operato nel senso della solidarietà verso i migranti, nel rispetto della legalità e dei diritti umani, contro ogni forma di sfruttamento e di degrado sociale;

 

PRESO ATTO con preoccupazione degli avvenimenti di questi giorni nella Piana di Gioia Tauro che ha portato alla ribellione di centinaia di esseri umani costretti a vivere nel degrado più estremo e a lavorare in condizioni di schiavitù, sfociati in atti di violenza che mettano a rischio l'incolumità fisica degli immigrati e degli abitanti di Rosarno;

 

CONSIDERATO che in alcune regioni italiane, come la Calabria, le mafie e le organizzazioni criminali impongono le loro regole, lucrando sulla pelle di lavoratori privandoli dei più elementari diritti umani e civili;

 

DATO ATTO che l a legge Bossi-Fini e poi il Pacchetto sicurezza, ben lungi dal produrre effetti positivi, impediscono di fatto gli ingressi regolari degli immigrati, facilitando gli interessi della criminalità organizzata, che controlla il traffico di esseri umani, dispone di una quantità di manodopera in nero, senza tutele, costretta all'irregolarità e dunque impossibilitata a denunciare gli aguzzini;

 

RILEVATA la necessità che le istituzioni ai vari livelli intervengano, intanto con misure che permettano di risolvere subito l'emergenza abitativa agli immigrati di Rosarno, garantendo loro condizioni di vita dignitose;

 

VISTA la manifestazione dei cittadini che sono scesi in piazza l'11/01 u.s. contro il razzismo, con la presenza di tanti giovani;

 

VISTO che il rispetto della persona è la sola garanzia in favore dell'ordine pubblico e della convivenza pacifica;

 

considerato tutto quanto sopra riportato:



La Giunta Provinciale

  1. Esprime forte preoccupazione per gli avvenimenti accaduti in questi giorni a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro in Calabria e, se pur condannando qualsiasi forma di violenza, manifesta indignazione per le condizioni di vita e di lavoro degli immigrati;
  2. invita le istituzioni locali e nazionali e quanti lavorano a fianco dei lavoratori immigrati ad intervenire per riportare la calma nella zona, ripristinando le condizioni per l'apertura di un confronto con e tra tutti coloro che nella cittadina vivono, italiani e stranieri.
  3. auspica la pianificazione di interventi sul territorio in grado di ricostruire le condizioni di una pacifica convivenza, prevedendo percorsi di integrazione anche individualizzati che mettano gli immigrati nelle condizioni di costruirsi un futuro dignitoso nel nostro paese.
  4. si impegna ad inviare il presente ordine del giorno alla Prefettura di Ancona e al Ministero dell'Interno.