La crescita del turismo nelle aree del nostro territorio, testimoniata anche dai numeri che lo danno come uno dei settori, se non l'unico, a reggere abbastanza bene la difficile congiuntura economica, è il risultato di anni di programmazione che hanno permesso alle Marche, e in particolare alla provincia di Ancona, di aprirsi all'esterno e di far conoscere l'inestimabile patrimonio storico, artistico e paesaggistico. Oggi possiamo dire che certe scelte, come la tutela del territorio e gli investimenti sulla qualità dell'accoglienza, sono state felici e si sono rivelate determinanti per la riscoperta di una vocazione turistica che fino a pochi anni fa restava confinata a qualche singola località.
Anche sul fronte dei servizi particolari come quelli rivolti a chi soffre di disabilità stiamo cercando di realizzare interventi mirati per non trovarci impreparati. Un esempio è quello del progetto "Accessibilità territoriale", sperimentato negli anni scorsi in collaborazione con alcune organizzazioni del privato sociale e rivolto a soggetti con disagio psichico e alle loro famiglie, che prevedeva percorsi di turismo accessibile della durata di 3-4 giorni, con visite guidate ed escursioni ai principali siti di interesse storico, culturale e ambientale.
Certo è necessario migliorare, perché investire sul turismo sociale significa da un lato estendere la fruibilità e la promozione delle tante bellezze naturali e artistiche della nostra provincia, e dall'altro creare una cultura dell'ospitalità turistica responsabile, potenziare servizi e favorire l'accesso alle persone diversamente abili senza ostacoli e difficoltà. L'obiettivo è arrivare in poco tempo allo sviluppo di una "rete dell'accessibilità" che consenta di realizzare un sistema integrato di trasporto, escursioni, manifestazioni culturali e strutture ricettive innovativo e rispettoso della dignità della persona.
Patrizia Casagrande Esposto
Commissario straordinario della Provincia di Ancona
Ancona, 9 maggio 2013