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La presidente patrizia Casagrande Esposto
Casagrande: "Abbiamo strumenti adeguati per approfondire e costruire soluzioni"
ANCONA - Si è svolto lunedì 17 novembre un incontro nella sala giunta della Provincia di Ancona tra la presidente Patrizia Casagrande, accompagnata dagli assessori al Porto Carla Virili e al Lavoro Maurizio Quercetti, e le rappresentanze sindacali della Bunge Italia, l'azienda che un mese fa ha comunicato la volontà di vendere lo stabilimento di Ancona ubicato nell'area portuale della città.
Nel corso della riunione i segretari regionali della Flai-Cgil Claudio Marchesini e della Fai-Cisl Silvano Giangiacomi hanno ribadito la posizione, già assunta nelle scorse settimane, di totale contrarietà alla vendita dello stabilimento, in considerazione della redditività positiva dichiarata dalla stessa azienda, che comporterebbe anche una diminuzione di circa il 10% della movimentazione merci. Gli stessi hanno evidenziato anche timori circa la possibilità che la scelta assunta dalla Bunge Italia possa essere riconducibile a una volontà di dismissione dell'attuale sito produttivo a favore di una trasformazione urbanistica dell'area per usi non ancora chiari e definiti.
"Rispetto a tale situazione - afferma la presidente Patrizia Casagrande - nessuno può pensare che la Provincia resti impassibile all'evolversi degli eventi. In questo senso il nostro ente ha strumenti e autorevolezza per approfondire la questione e costruire in sinergia con il Comune di Ancona, la Regione Marche e l'Autorità Portuale una strategia adatta alla salvaguardia del settore agroindustriale all'interno del porto di Ancona, che peraltro costituisce una componente storica e fondamentale dell'economia locale, e ai relativi livelli occupazionali".
Ancona, 17 novembre 2008