Raccontare il ruolo delle donne durante il Risorgimento significa dar voce alla metà taciuta della nostra storia nazionale. Un'urgenza raccolta dalla Commissione speciale delle donne elette nel Consiglio e per le Pari opportunità tra uomo e donna della Provincia di Ancona. Non poteva essere altrimenti. Durante i lunghi decenni delle guerre d'indipendenza che hanno posto l'Italia al centro del fermento democratico europeo, le donne non potevano certo essere estranee all'ideale di libertà. Molte di esse trovarono un proprio modo di condurre vere e proprie battaglie per rivendicare diritti sociali e politici collettivi. Ma all'epoca non godevano di visibilità come soggetto sociale, giuridico e politico. Quando la Camera dei deputati del Regno d'Italia respinse la proposta di legge che voleva includerle al voto politico, Mazzini scriveva "l'emancipazione della donna sancirebbe una grande verità base a tutte le altre (...) assocerebbe a tutte nella ricerca del vero e del progresso comune una somma di facoltà e di forze, isterilite da quella inferiorità che dimezza l'anima". Animati dal medesimo sentimento di incompiutezza oggi siamo quindi chiamati a bilanciare una visione storica di genere. Per questo voglio ringraziare tutte le donne e gli uomini che hanno accompagnato "Le donne e il Risorgimento silente", un progetto gratificante che rintraccia i primi e inesorabili passi delle donne verso la presa di coscienza di sé, verso il diritto al voto, l'abolizione di leggi restrittive e maschiliste, il valore culturale del contributo femminile all'identità e alla crescita, il riconoscimento della ricchezza di una nazione che non fa discriminazioni di genere. Se è vero che molta strada devono ancora percorre le donne per giungere alla parità senza reclamarla tutti i giorni, se è vero che essere "una" presidente di Provincia fa ancora notizia, è altrettanto oggettivo il fatto che l'apporto femminile, benché silente, condiziona e determina gli esiti delle diverse fasi storiche. È il moderno concetto di Storia che eccede la vita dei singoli a riconoscere al fluire del tempo una tendenza profonda, fatta di grandi mutamenti e grandi congiunture, a far scorrere i mutamenti a velocità diverse. Una lunga e variegata narrazione, composta di testimonianze e riflessioni, segue dunque le tappe di una lunga marcia verso l'affermazione di sé e di un linguaggio di cui le donne sono interpreti. Non sempre da eroine, né da sole, ma anche in quel ruolo collettivo che cominciava a uscire dall'ambito familiare in cui l'esistenza delle donne era relegata. Riportare il femminile sotto i riflettori della storia significa contribuire al superamento di ciò che è rimasto incompiuto, con la consapevolezza di ricomporre un ricco patrimonio culturale nazionale cui poter fare ricorso. Uno sguardo trasversale agli eventi e alla società attraverso cui fare emergere la portata di un fluire carsico che, alla fine, rende visibile la donna all'interno di nuovi scenari. La nostra è una società in debito con il protagonismo femminile, specie nel primo Ottocento, quando le donne sono state presenti in una prodigiosa varietà di atteggiamenti, di scelte tanto coraggiose e innovatrici da segnare una decisa maturazione culturale e spirituale. Il lungo Risorgimento, che giunge fino alla Resistenza, ha via via visto le donne non più accanto agli eroi come ausiliarie o subalterne in clandestinità, ma come protagoniste della costruzione vitale del futuro tessuto sociale. Il segno di un'autodeterminazione in cui entrano in gioco nuovi valori di partecipazione, libertà e uguaglianza. In virtù di tutto ciò, il presente volume vuole essere un contributo alla memoria storica da ricostruire nella sua complessità, mettendo in evidenza la generosità di un impegno sottaciuto che finalmente viene alla luce. Un'iniziativa che è allo stesso tempo suggello alle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia e invito a proseguire la lettura del Risorgimento come ampio agire sociale.
Patrizia Casagrande
Presidente della Provincia di Ancona
Carla Virili
Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Ancona